mercoledì 14 gennaio 2009

Boicottare Israele

L'ACQUISTO CONSAPEVOLE!!!!!

ogni volta che sceglierai un prodotto o un supermercato rifletti...

Sono sicuro che voglio dare il mio denaro a degli assassini che sponsorizzano le guerre?

Chiediti se mai compreresti dalla mafia o da un mafioso (sapendolo) senza sentirti anche tu un mafioso?

certo che no!

Bene, è la stessa cosa, se vuoi rimanere pulito e coerente con le tue intenzioni di pace e nonviolenza, non comprare dalle aziende della morte o sarai loro complice!!!

Senza alcuna fatica, senza dover scendere in piazza, senza fare niente di difficile
puoi collaborare ad un processo di pace. Non comprare i prodotti qui elencati, non entrare nei loro supermercati, non usare le loro tecnologie, non affidare i tuoi soldi alle loro banche, differenzia i tuoi acquisti e il mondo sarà costretto a cambiare


Quali prodotti bisogna boicottare?

Non sempre facile per i consumatori riconoscere i prodotti israeliani. Per i prodotti freschi, la frutta, i legumi e le spezie, possibile. Per contro, tutto si complica per i prodotti trasformati che non portano necessariamente traccia della loro origine. Il codice a barre su un prodotto può essere un indizio. I prodotti che sono imballati ed etichettati in Israele hanno un codice a barre israeliano che inizia con 729. Ma alcuni prodotti israeliani sono imballati in Belgio o in Francia (o in altri Paesi, n.d.t.) dalle grandi catene di distribuzione con un codice a barre nazionale.

Carmel
Legumi, frutta (avocados, pompelmi... ), vini, cognac, liquori, succhi di frutta, fiori.
Il marchio Carmel indubbiamente uno dei più conosciuti. La compagnia di esportazione di prodotti agricoli AGREXCO, creata nel 1957, oggi uno dei più grossi gruppi di esportazione di prodotti agricoli nel mondo. AGREXCO una società gestita dal Ministero dell'Agricoltura israeliano e dalle aziende agricole in ragione del 50% ciascuno. E' un'organizzazione senza scopo di lucro che distribuisce i profitti fra i due gruppi di comproprietari.

Nestlè
Ditta svizzera che possiede il 50.1% del capitale della fabbrica alimentare israeliana Osem. Nel dicembre 2000 ha annunciato ulteriori investimenti in Israele per milioni di dollari.
Nel 1998, il Sig. Peter Brabeck-Letmathe, a nome della ditta, ha ricevuto la Ricompensa del Giubileo dal Primo Ministro israeliano Netanyahu. Questo il più alto tributo mai conferito dallo Stato di Israele "nel riconoscimento di quegli individui e organizzazioni che attraverso i loro rapporti di investimento e di lavoro, hanno maggiormente contribuito a rafforzare l'economia israeliana".
Prodotti ed aziende affiliate: Nescafè, Nesquik, Terrier, Maggi, Buitoni, Milkbar, KitKat.

L'Oreal
Ha stabilito Israele come suo centro commerciale nel Medio Oriente ed ha aumentato gli investimenti e leattività produttive, che vanno da una nuova linea di produzione a Migdal Haemek, ai progetti di ricerca e sviluppo congiunti con gli Israeliani, operando anche nel campo dell'educazione e delle campagne di servizio pubbliche.
Nel 1998 il Sig. Pascal Castres St Martin di L'Orèal ha ricevuto la Ricompensa del Giubileo dal Primo Ministro israeliano Netanyahu. Questo è il più alto tributo mai conferito dallo Stato di Israele "nel riconoscimento di quegli individui e organizzazioni che attraverso i loro rapporti di investimento e di lavoro, hanno maggiormente contribuito a rafforzare l'economia israeliana."
In una lettera a ADL (Anti Defamation League, celebre organizzazione sionista americana), Lindsay Owen-Jones, Presidente di L'Orèal, ha espresso dispiacere per il fatto che L'Orèal aveva corrisposto con l'Ufficio per il Boicottaggio Arabo di Damasco. "Un'azienda internazionale come L'Orèal avrebbe dovuto rifiutare di collocarsi in una posizione cosèinaccettabile," ha scritto. Owen-Jones ha ringraziato il servizio affari della ADL per il suo sostegno a L'Orèal e alle sue attività in Israele. "Il vostro approccio lungimirante è un incoraggiamento a L'Orèal e alle altre ditte che sono coinvolte in Israele per ampliare ulteriormente il loro coinvolgimento".
Prodotti ed aziende affiliate: Lacome, Giorgio Armani, Vichy Cacharel, La Roche-Posay, Garnier, Biotherm, Melena Rubinstein, Ralph Lauren Perfumes.

Coca-Cola
Nel 1997 il Governo di Israele ha reso omaggio alla Coca-Cola per il suo sostegno continuo ad Israele negli ultimi 30 anni e per il suo rifiuto di aderire al boicottaggio della Lega Araba contro Israele (diversamente dalla Pepsi Cola, che si era conformata al boicottaggio e che solo nel 1992 ha iniziato a commerciare in Israele).
Nel 2001 la Coca-Cola era lo sponsor principale della Camera Commercio America - Israele. Nel febbraio 2002, la Coca-Cola si unita agli "Amici di Israele" ed ha sponsorizzato una conferenza della nota sionista Linda Gradstein, corrispondente all'Università di Minnesota.
E' stato annunciato recentemente che la Coca-Cola, grazie agli incentivi del governo israeliano, costruirà un nuovo impianto sulla terra palestinese rubata a Kiryat Gat.
Prodotti ed aziende affiliate: Fanta, Sprite, Schweppes.

Tutti gli altri marchi coinvolti:
Estèe Lauder (cosmetici), Timberland, Delta Galin, Marks&Spencer, Victoria's Secret, GAP, Banana Republic, Structure, J-Crew, J.C.Penny, Pryca, Lindex, DIM, Donna Karan/DKNY, Playtex, Calvin Klein, Hugo Boss (abbigliamento),
McDonald's (catene alimentari), Nokia (telefonia), Sara Lee, Playtex, Dim, Ambi Pur, Bali, Kiwi, Lovable, Wonderbra, Sanex (intimo), Bassetti (tessile), Jaffa (prodotti agricoli) Qualità Sreet, Smarties, After Eight, Lion, Aero, Polo, Danone (alimenti), Caterpillar/CAT (mezzi agricoli e abbigliamento).


Aziende italiane che investono in Israele:
Generali (assicurazioni e finanza), Telecom, Tim, Tiscali, Luxottica, Unicredito, Alenia, Fiat, ENI.

Catene di distribuzione commerciale:
Auchan, Carrefour, LaRinascente, Panorama

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grazie

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