mercoledì 17 settembre 2008

Gli Statii Uniti Useranno Robot Militari


Armata aerea imperiale si robotizza

Per la quarta volta nel giro di pochi giorni i drone americani, ovvero gli aerei senza pilota armati di missili e bombe teleguidate hanno colpito villaggi al confine del Pakistan e Afghanistan.
ASCA-AFP - Miranshah, 8 settembre. Sono almeno 21 le vittime del bombardamento che si sospetta abbiano effettuato oggi alcuni aerei senza pilota statunitensi su una città del Pakistan, vicino al confine afgano. I droni hanno sparato diversi missili che hanno colpito una casa nei pressi di un seminario islamico nel Waziristan del nord, una zona dove gli aerei Usa continuano a colpire almeno una volta a settimana. Secondo fonti dell'intelligence pakistana, nell'attacco sarebbero morti 7 civili (fra cui alcune donne e bambini) e 14 militanti talebani. Oltre 25 i feriti…
AFP - USA - 26 agosto 2008. Germania ed Italia intenderebbero acquistare dagli Stati Uniti rispettivamente cinque e quattro MQ-9 Reapers (prima noti come Predator-B), i nuovi UAV bombardieri che gli USA hanno da poco iniziato a schierare in Iraq ed Afghanistan: lo riferisce l’agenzia AFP, citando notificazioni al Congresso statunitense da parte della Defense Security Cooperation Agency (DSC).

Entrambi i Paesi intenderebbero usare i droni «per la protezione di truppe schierate al suolo, per garantire la sicurezza regionale e per motivi di interoperabilità con gli Stati Uniti», secondo quanto dichiarato dalla DSCA al Congresso.


LA SCHEDA:
Il Reaper, noto anche come “cacciatore killer”, vola più veloce, più in alto e più lontano del suo predecessore MQ-1 Predator. Può imbarcare quattro missili Hellfire and due bombe a guida laser da 230 chili (contro i soli due missili Hellfire del Predator) e, guidato da due persone (pilota e operatore dei sensori), può spingersi fino a circa 5.000 chilometri di distanza e rimanere in volo fino a 24 ore tracciando il bersaglio per lunghi periodi o effettuando missioni di ricognizione e sorveglianza.
I Reapers sono realizzati dalla General Atomics Aeronautical Systems e costano ciascuno 53,5 milioni di dollari. Hanno un’apertura alare di 20 metri , una lunghezza di 11 e una velocità massima di circa 400 chilometri orari.

L’Armata aerea Imperiale si robotizza per le sfide del futuro
Antonio Camuso – Osservatorio sui Balcani di Brindisi – 15 settembre 2008

Ormai l’armata imperiale fa passi da gigante verso la robotizzazione degli strumenti militari di offesa in un contesto di operazioni di guerra sempre più in aree urbane.
I primi a sperimentare la tecnica degli aerei robot-Killer sono stati gli israeliani, che da tempo li utilizzano per quelli che chiamano “omicidi mirati”, vere e proprie esecuzioni sommarie decise a tavolino ed utilizzate come elemento terroristico preventivo per colpire capi e loro famigliari delle formazioni palestinesi più oltranziste.

Gaza, uno dei posti della terra dove la concentrazione abitante per metro quadro è più elevato, è divenuta così, in questi anni, la sede di studio dei ricercatori militari mondiali sulle sfide future che eserciti e polizie dovranno affrontare nel prossimo futuro .
Un futuro in cui nelle megalopoli sterminate, i quartieri “bene”, edifici governativi, sedi di polizia, ecc per poter coesistere accanto a bidonville e banlieus avranno bisogno di sistemi di difesa tecnologicamente avanzati e gestiti direttamente da forze speciali dell’esercito che rispondano a “regole d’ingaggio” antisommossa, standardizzate tali da essere accettate quasi fatalisticamente dappertutto.

Da Gaza a Parigi, da Leningrado a Pechino, sommosse e rivolte di affamati, disoccupati, lavoratori in lotta, contestatori del sistema saranno oggetto delle stesse tecniche dissuasive: dalle armi non letali come le barriere soniche a quelle di bassa letalità che comportino anche l’eliminazione fisica dei capi dei movimenti più oltranzisti sia quando sono in mezzo ai cortei e alle sommosse o che stiano tranquillamente dormendo presso le loro abitazioni.
Tutto ciò non è fantascienza poiché è quanto si può leggere nelle sintesi dei gruppi di studio in cui hanno partecipato alti ufficiali del nostro esercito nell’ambito del programma multinazionale Urban Operation Year 2020.

Un programma che il sottoscritto ha già descritto in un precedente articolo e che tra gli altri ha un capitolo speciale, preparato dalle aziende interessate, riguardante l’uso del mezzo robotico per l’eliminazione (il termine esatto è NEUTRALIZZAZIONE, l’equivalente della parola annichilimento che ci ricorda una bella pagina della storia del nostro esercito a Nassirya) di elementi agitatori capaci di provocare tumulti.
La giustificazione è evidente e sarà quella con la quale verranno applicate le regole di ingaggio dei Killer Robot:
Parigi novembre 2020 (france press); oggi un drone di una pattuglia mista di militari e polizia ha neutralizzato alcuni elementi sovversivi appartenenti ad una presunta cellula terroristica che cercavano di far scoppiare gravi tumulti nel IV arrondissement.”-

Già nel 2003 alcuni esemplari di drone-poliziotti capaci di ospitare telecamere e sistemi di lancio di ordigni antisommossa o mini-missili killer sono stati sperimentati sotto la forma prototipo e di cui ne alleghiamo foto e modalità per un prossimo uso in un manuale redatto dallo Stato Maggiore dell'Esercito italiano Oggetti che il sottoscritto a vederli li aveva ritenuti, per la loro somiglianza ai dischi volanti, il parto di qualche mente malata del Pentagono. Purtroppo non è così e grazie alla guerre dell’Iraq e dell’Afghanistan, dove la generazione di UAV che si era fatta pubblicità nella guerra del Kosovo, (vedi il Predator, nato come aereo da ricognizione), è andata modificandosi in quella degli aerei Robot-killer.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: aerei che teoricamente dovrebbero essere usati contro postazioni militari convenzionali, protette da antiaerea tali da ritenersi elevato il rischio che l’aereo convenzionale attaccante possa essere abbattuto con la conseguente perdita o cattura del pilota, sono invece impiegati in attacchi in zone abitate da civili. Un uso divenuto sistematico e ritenuto normale, salvo sprecare qualche lacrima da coccodrillo per le vittime collaterali.
Anche l’Italia e la Germania che partecipano alle missioni NATO, ma anche al progetto NATO UO (year) 2020, dopo aver acquistato qualche anno fa la prima generazione di Predator da ricognizione, pochi giorni fa secondo notizie provenienti dal congresso Americano, hanno richiesto l’acquisto di aerei Robot-killer.
Un piccolo passo per avvicinarci a quel futuro che sembrava così lontano e che invece si avvicina a falcate da gigante.

Antonio Camuso

Fonte:
Osservatorio sui Balcani di Brindisi

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/futuro_militarizzato_4.htm
Brindisi 10 settembre 2008



Nessun commento:

Posta un commento