sabato 9 agosto 2008

GLI STATI UNITI ATTACCANO LA RUSSIA ATTRAVERSO LO STATO FANTOCCIO DELLA GEORGIA


di Paul Joseph Watson
dal sito Prison Planet
Traduzione di Gianluca Freda

Venerdì 8 agosto 2008,

Forze armate della Georgia, addestrate ed equipaggiate dal Pentagono e dal governo americano, hanno ucciso questa mattina 10 uomini delle forze di peacekeeping russe, in un attacco provocatorio degenerato in conflitto militare; ma la copertura mediatica dell’evento mira a far credere che la Georgia, stato fantoccio sostenuto dagli USA e dalla NATO, sia una vittima inerme, quando in realtà ciò che si sta mettendo in atto in questo momento è una strategia geopolitica molto ben orchestrata.

I resoconti diretti raccolti questa mattina hanno spiegato nel dettaglio come le forze georgiane abbiano ucciso 10 peacekeeper russi e ne abbiano feriti altri 30, una provocazione che ha spinto le forze russe a dare inizio alle operazioni militari, ma il fatto che le milizie della Georgia siano responsabili di aver dato inizio al conflitto è stato completamente insabbiato nelle notizie successivamente fornite dai media.

La Georgia e il Pentagono agiscono in stretta cooperazione”, riferisce la MSNBC, “la Georgia ha inviato un contingente di 2.000 uomini a supporto della coalizione in Iraq guidata dagli USA, e Washington fornisce addestramento ed equipaggiamento all’esercito della Georgia”.

L’ultima esercitazione, denominata Immediate Response 2008, tenutasi il mese scorso, ha visto la partecipazione di non meno di 1.000 soldati americani a fianco di truppe georgiane in una simulazione di conflitto.

Inoltre, la stessa “Rivoluzione delle Rose”, che portò al potere nel 2003 il presidente Mikhail Saakashvili, filoamericano e formato ad Harvard, fu interamente sostenuta ed organizzata dalla Central Intelligence Agency.

La rabbia dei russi per il sostegno fornito dagli Stati Uniti alla Georgia e per le aspirazioni di quest’ultima ad entrare nella NATO si è progressivamente inasprita negli ultimi mesi e le tensioni si sono fatte più forti in seguito al tentativo degli USA di installare scudi missilistici in Polonia e Repubblica Ceca; scudi che secondo la maggioranza degli osservatori non avrebbero nulla a che fare con l’Iran e che avrebbero in realtà lo scopo di contrastare la superiorità militare russa nella regione.

In più, il sito filoisraeliano Debkafile riferisce che unità di fanteria georgiane sarebbero state “aiutate da esperti militari israeliani” ad occupare questa mattina la capitale della separatista Ossezia del Sud, Tskhinvali.

DebkaFile si sofferma sul reale significato geopolitico degli eventi di oggi:

Gli esperti geopolitici di DebkaFile notano che a livello di superficie i russi appoggiano i separatisti dell’Ossezia del Sud e della vicina Abkhazia come risposta al rafforzamento dell’influenza americana nella piccola Georgia e fra i suoi 4,5 milioni di abitanti. Ma a livello più immediato, il conflitto è stato provocato dalla competizione per il controllo degli oleodotti che portano gas e petrolio fuori dalla regione del Caspio.

I russi potevano anche tollerare l’ambizione del presidente filoamericano della Georgia, Mikhail Saakashvili, di far entrare il suo paese nella NATO. Ma hanno opposto una drastica chiusura ai progetti di quest’ultimo e delle compagnie petrolifere occidentali, comprese quelle israeliane, di deviare gli oleodotti provenienti dall’Azerbaijan e i gasdotti provenienti dal Turkmenistan, che passano per la Georgia, attraverso la Turchia, anziché agganciarli agli oleodotti russi.

Gerusalemme è fortemente interessata a deviare il petrolio e i gasdotti del Caspio verso il terminale turco di Ceyhan, anziché verso le strutture russe. Intensi negoziati sono in corso tra Israele, Turchia, Georgia, Turkmenistan e Azerbaijan affinché gli oleodotti raggiungano la Turchia e da lì il terminal petrolifero israeliano di Ashkelon, per poi proseguire verso il porto di Eilat sul Mar Rosso. Da lì, le navi potrebbero trasportare petrolio e gas verso l’estremo Oriente, attraverso l’Oceano Indiano.

L’ex Ministro del Tesoro di Ronald Reagan, Paul Craig Roberts, ha detto oggi all’Alex Jones Show che l’intero scenario sa di manovra orchestrata dalla fazione neocon che controlla la Casa Bianca, capeggiata da Dick Cheney. Roberts ha detto che la data è stata scelta con precisione per coincidere con il diversivo delle Olimpiadi e con l’assenza di Bush dal paese.

Sia Condoleeza Rice che John McCain hanno oggi chiesto alla Russia di ritirare immediatamente le sue forze dalla Georgia.

Nel frattempo i network americani sembrano più interessati alla non-notizia delle scappatelle di John Edwards, proprio mentre un conflitto che potrebbe avere conseguenze geopolitiche poderose e devastanti è sul punto di esplodere.

Venerdì mattina le avventurette extraconiugali di Edwards hanno dominato la CNN e la Fox News, mentre Drudge ha dedicato ad esse più spazio che alla situazione in Georgia, la quale è stata ritenuta meno importante anche della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino.

Uno dei nostri lettori ha inviato il seguente contributo, che spiega dettagliatamente ciò che sta avvenendo:

Molte persone non sono capaci o non vogliono valutare la storia e i fatti con la propria testa... imbecilli...

Coloro che non imparano dalla storia sono condannati a ripeterla.

Nel 1992 la Georgia fu costretta ad accettare un cessate il fuoco per evitare un confronto su larga scala con la Russia. Il governo della Georgia e i separatisti dell’Ossezia del Sud si accordarono per evitare l’uso reciproco della forza, e la Georgia s’impegnò a non imporre sanzioni all’Ossezia.

Fu creata a quell’epoca una forza di pace composta da osseti, russi e georgiani. E verso la fine del 1992, l’OSCE inviò una missione in Georgia per monitorare le operazioni di peacekeeping.

Da allora fino al 2004 l’Ossezia rimase sostanzialmente pacifica.

Nel giugno 2004 iniziò a crescere la tensione, allorché le autorità georgiane incrementarono gli sforzi contro il contrabbando nella regione. Rapimenti, sparatorie e bombardamenti occasionali fecero dozzine di morti e feriti.

Il 13 agosto venne raggiunto un accordo per il cessate il fuoco, che fu però ripetutamente violato.

Le tensioni crebbero nel 2008 e le esplosioni di violenza divennero sempre più frequenti nelle zone di confine. La Georgia affermò che si trattava di una questione interna, visto che la repubblica separatista non era mai stata riconosciuta a livello internazionale. Da parte georgiana si insistette ad affermare che il conflitto poteva essere risolto senza interferenze esterne. Tuttavia l’8 agosto la Georgia lanciò una massiccia offensiva militare per prendere il controllo della repubblica.

Una citazione dalla Reuters:

In una riunione d’emergenza delle Nazioni Unite tenutasi giovedì sera, la Russia non è riuscita a far passare una dichiarazione che avrebbe richiamato entrambe le parti ad un’immediata cessazione dei combattimenti. I diplomatici del Consiglio ONU hanno detto che la frase con cui si richiamavano tutte le parti a “rinunciare all’uso della forza” sarebbe stata inaccettabile per i georgiani, sostenuti dagli Stati Uniti e dall’Europa.

Dall’UK Times online:

Mr. Saakashvili, un avvocato che ha studiato negli Stati Uniti e che nel 2004 succedette a Edward Shevarnadze cercando fin da allora di allinearsi il più possibile all’occidente, ha paragonato l’azione russa all’invasione dell’Afghanistan del 1979 e si è appellato al mondo perché intervenga. “La Russia sta combattendo una guerra contro di noi nel nostro territorio”, ha detto alla CNN mentre le armate russe entravano in Ossezia del Sud. “E’ una cosa che non riguarda più solo la Georgia. Riguarda l’America, i suoi valori. Siamo una nazione amante della libertà che si trova in questo momento sotto attacco”.

Fonte: http://blogghete.blog.dada.net/post/1206975218/MENTRE+I+CINESI+CORRONO+IL+TRIATHLON...#more

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