martedì 3 giugno 2008

Ebay vuole portare a pagare solo con paypal ma in Australia google protesta

eBay: voi userete solo PayPal

Roma - Comprare e vendere tramite eBay in Australia richiederà l'uso esclusivo di un account PayPal: compratore e venditore dovranno cioè essere utenti della celebre piattaforma per i pagamenti, controllata anch'essa da eBay. Una mossa che ha già attirato l'interesse delle autorità antitrust nonché le ire di moltissimi utenti, in particolare venditori.

L'interesse di eBay è ovvio: non solo eBay cattura una fetta sulla compravendita di oggetti attraverso il suo sito, ma la propria divisione PayPal cattura ulteriori fette con le commissioni sulla vendita. Un giochino catturasoldi che ora viene reso obbligatorio: sistemi alternativi come il bonifico, o l'uso di altre piattaforme di transazione bancaria elettronica, vengono messi al bando.

Alla stampa eBay Australia fa sapere che non è ancora certo se la decisione locale verrà poi estesa all'intero network di eBay. D'altra parte, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, eBay anche in Italia da lungo tempo insiste sulla necessità di usare PayPal per chi vuole essere "garantito" davvero nelle transazioni. eBay Australia si spinge ancor più su questo fronte e assicura che, con la nuova regola, in caso di irregolarità, come beni non consegnati e transazioni andate male, PayPal potrà rimborsare alle parti fino a 20mila dollari australiani, circa 15mila euro.

Il problema delle commissioni però non si risolve. I commercianti che utilizzano eBay per vendere molto o moltissimo sostengono che l'operazione ridurrà i propri profitti, perché richiederà il pagamento di commissioni che finora potevano essere evitate adottando altri sistemi di pagamento.

Se è ormai una routine che ad ogni cambiamento imposto da eBay sulla propria piattaforma corrisponda una mezza sollevazione popolare, questa volta le mosse del gigante delle aste in Australia non sono passate inosservate alle autorità di controllo. Dopo le perplessità manifestate dalla banca centrale del paese, la Reserve Bank, anche l'Associazione delle Banche australiane ha bocciato la novità, sostenendo che si tratta di una misura anticompetitiva. "La concorrenza sarà compressa - si legge in una nota che i banchieri hanno trasmesso all'antitrust australiano - l'innovazione e lo sviluppo ne saranno compromessi, nuovi ingressi sul mercato saranno scoraggiati e PayPal potrà aumentare commissioni e tariffe agli utenti eBay".

Di tutto questo l'antitrust locale ha deciso di non lavarsi le mani. La Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ha dato tempo ad eBay fino al 23 di questo mese per rispondere alle accuse e alle perplessità.

Fonte: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2281243

Un giochino di Google svelato dai metadati

Roma - Un documento di 38 pagine trasmesso al Garante del mercato australiano avverte dei rischi connessi col lasciare fare a eBay Australia quello che vuole, mette in guardia sui problemi sollevati dalle attività del celebre portale delle aste, si scaglia contro la scelta di garantire solo i pagamenti effettuati via PayPal. Un documento intenso, complesso e comprensivo di molte osservazioni che si incunea nelle centinaia di osservazioni giunte al Garante attorno ad eBay, un documento che avrebbe dovuto essere anonimo. Ma che non lo è stato a lungo.


Dietro l'articolata critica alle scelte di eBay Australia non c'è la penna di qualche venditore tradito o di un partner commerciale che è stato messo alla porta, c'è invece l'interesse di Google. La grande G, infatti, appare nei metadati di quel documento come il mandante delle critiche.

A scoprire che il documento reso "anonimo" dallo stesso Garante, così anonimo in realtà non era: è stato un utente australiano che ha infilato il PDF fornito dall'Autorità in un editor di testo, scovando così metadati che sembrano indicare con chiarezza chi abbia voluto schierarsi contro le manovre di eBay nel paese.

A colpire l'immaginazione di molti è anche il fatto che Google, almeno per il momento, non compete direttamente con eBay Australia: i suoi servizi Checkout, ad esempio, in quel paese non sono ancora attivi. Ancora di più, però, solleva attenzione il fatto che dopo l'outing sul vero autore del documento, il documento stesso sia stato rimosso e non sia al momento disponibile al pubblico.

Nel dettaglio, Google ha criticato le formule di garanzia introdotte da eBay Australia sostenendo che il ricorso esclusivo e obbligatorio a PayPal per le transazioni su eBay sia destinato a tradursi in una restrizione delle libertà del consumatore. Come noto, PayPal è controllata dalla stessa eBay. In particolare, il documento sostiene che l'intento di eBay sia quello di "ridurre sostanzialmente la competizione nel mercato dei servizi di transazione online" e che le nuove garanzie sui pagamenti fornite agli utenti siano "illusorie".

Fonte: http://punto-informatico.it/2306250/PI/News/Un-giochino-di-Google-svelato-dai-metadati/p.aspx


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