giovedì 19 giugno 2008

Dubbi sulla partecipazione del Vaticano ai meeting segreti ONU sugli UFO/ET


Rivelazioni non confermate testimoniano di riunioni segrete, alle Nazioni Unite, per parlare di UFO e disclosure. Messe a confronto, le informazioni divulgate da un ricercatore francese e una “gola profonda” americana, palesano un mix fra verità plausibili e stridenti contraddizioni.

Di Michael Salla
A cura di Lavinia Pallotta

Secondo un’attendibile fonte diplomatico-militare, oltre alle riunioni del 12, 13 e 14 Febbraio 2008, all’ONU si sarebbero svolti altri quattro meetings segreti per discutere di UFO e vita extraterrestre. In un comunicato del 1 Giugno, l’esperto ufologo Robert Morningstar, con Clay e Shawn Pickering hanno annunciato di avere ottenuto ulteriori notizie a riguardo, in seguito a un incontro con l’anonima fonte diplomatico-militare, avvenuto il 19 Maggio. Il loro informatore inizialmente parlò di una riunione segreta su UFO ed ET, tenutasi all’ONU il 1 Febbraio 2008. “Source A” (“Fonte A”) com’è stato ribattezzato, sostiene di essere stato autorizzato a rilasciare l’informazione da un UFO working group segreto, di cui farebbero parte diversi ammiragli della US Navy. Sebbene tale gruppo ufficialmente non faccia parte del Dipartimento della Marina USA, sembrerebbe comunque impegnato a promuovere gli interessi della US Navy nella gestione e nel controllo delle informazioni sugli extraterrestri. La riunione ONU più recente, secondo la stessa fonte, si sarebbe svolta il 19 Maggio e l’argomento di discussione sarebbe stata l’opera di ridicolizzazione da parte dei media, nel confronti del fenomeno UFO/ET, vista come un ostacolo al disclosure. Ricercatori UFO intenzionati a verificare le dichiarazioni di questa fonte misteriosa hanno potuto incontrarla ed esaminare fisicamente le sue credenziali, e la sua posizione di ufficiale militare senior è stata confermata da diversi di loro, inclusi Robert Morningstar e Robert VanDerClock, convinti della sua credibilità. Secondo VanDerClock, “Source A” sarebbe uno dei tre più importanti rivelatori ad essersi fatto avanti pubblicamente, assieme al Colonnello Philip Corso e l’ex ing. NASA Clark McClelland, con informazioni sugli extraterrestri. “Source A” ha incontrato ed esibito le proprie credenziali ad altri due noti ricercatori UFO, che però non si sono ancora pronunciati pubblicamente in merito. In sintesi, l’affermazione di “Source A” di essere ancora in servizio in qualità di ufficiale militare di collegamento con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, è stata confermata, in base ai riscontri raggiunti sinora dai ricercatori.

Nonostante la disponibilità di “Source A a incontrare i ricercatori e sottoporre le proprie credenziali, le informazioni confermabili da lui rilasciate restano relativamente poche. Di conseguenza, i media principali non si sono interessati alla cosa. Questo suggerisce che, sebbene Source A sia quello che dice di essere, la veridicità delle sue affermazioni sull’ONU è ancora da provare. Tuttavia, è possibile un’analisi delle sue affermazioni rilasciate il 19 Maggio, circa gli argomenti specifici in discussione a tali meeting segreti. Questo può essere fatto confrontando le sue affermazioni più recenti con quelle rilasciate da un altro importante testimone, il francese Gilles Lorant. La testimonianza di ques’ultimo, sulle riunioni del 13 e il 14 Febbraio, finì per impantanarsi nelle controversie dopo il rilevamento di alcune incongruenze nelle sue credenziali. Seguirono accuse di frode che lo obbligarono a dare le dimissioni da un’importante organizzazione ufologica francese. Ciononostante, le dichiarazioni testimonianza di Lorant furono tanto precise da poter essere passate al vaglio dai ricercatori. In particolare, Lorant sostiene che il Rappresentante Permanente del Regno Unito all’ONU, Sir John Sawers e il Nunzio pontificio alle Nazioni Unite, l’Arcivescovo Celestino Migliore, parteciparono a quelle riunioni segrete.
Secondo Lorant, i 30 Paesi rappresentati alle riunioni concordarono una politica internazionale di maggiore “apertura” nei confronti di rapporti su UFO e la vita ET. Abbiamo avuto conferma dell’attendibilità della testimonianza di Lorant, in quanto a una richiesta FOIA, la risposta ufficiale del Governo britannico ha confermato che Sir John Sawers prese parte a meeting bilaterali riservati alle Nazioni Unite, il 14-14 Febbraio. Inoltre, una recente intervista al direttore della Specola Vaticana, José Gabriel Funes, sulla possibilità di vita extraterrestre, ha segnato un cambiamento ufficiale nella politica vaticana in materia. Questo convalida ulteriormente le dichiarazioni di Lorant, secondo il quale le riunioni del 13 e 14 Febbraio su UFO ed ET all’ONU, portarono ad un accordo circa una nuova politica di “apertura” sulla vita ET. A tali riunioni avrebbe partecipato anche il Vaticano.
Analizzando l’aggiornamento divulgato da Morningstar e i Pickering, la testimonianza di “Source A” appare contraddittoria rispetto sia alle sue precedenti rivelazioni, sia alla testimonianza di Lorant e sia all’analisi oggettiva dei passati decenni di cover up.

Primo, “Source A” rivela che il meeting del 19 Maggio fosse incentrato sulla mancanza di obiettività da parte dei media sui resoconti UFO ed ET. Secondo Morningstar e i Pickering: «Il tema di questa riunione verteva sull’opera di ridicolizzazione mediatica nei confronti del fenomeno UFO/ET e l’ostacolo che questo atteggiamento rappresenta al disclosure». Per la verità, è piuttosto strano che si sia parlato di un simile argomento in una discussione ufficiale, dove sembra che la colpa del cover up sia dei mezzi di comunicazione. Affermare questo significa ignorare ciò che fu all’origine di questo atteggiamento da parte dei media. Ad esempio, nel 1953 la CIA promosse il Robertson Panel, nel quale consigliò la ridicolizzazione sistematica, agli occhi del pubblico, dei casi UFO. Quindi, il disinteresse dei media rispetto a questo fenomeno non è dovuto ai pregiudizi dei reporter, ma all’eredità della politica ufficiale orchestrata dalla CIA e dalle altre agenzie d’intelligence sin dagli anni ’50.
Indagini sul silenzio dei media da parte di ricercatori come Terry Hansen, confermano che il problema sta proprio in chi detiene il controllo dei media, i proprietari delle testate e i loro manager, che sopprimono le indagini sugli UFO. A conti fatti, quindi, il problema non sono i pregiudizi dei mezzi di informazione, ma la politica di segretezza che li ha causati, aiutata dalle élite mediatiche, che si servono della presa in giro per scoraggiare le indagini. Di conseguenza, ci si potrebbe chiedere perché in un meeting segreto all’ONU, il 19 Maggio, si dovrebbe perdere tempo a discutere dei pregiudizi dei media, senza specificare che tale atteggiamento è il risultato di una deliberata scelta politica. Una riunione ONU dovrebbe affrontare i processi informativi di base in atto, ovvero il sistematico programma di raggiro, piuttosto che discutere di un epifenomeno come quello dei pregiudizi dei media nei confronti degli UFO! Questo mette in dubbio l’attendibilità della testimonianza di “Source A”.

Secondo: quando è stato chiesto chi partecipò ai meeting, la risposta di “Source A” è stata, «I soliti sospetti». Ad ulteriori domande ha fornito risposte stringate, confermando che la Cina e la Russia erano tra le 30 nazioni rappresentate, ma, curiosamente, il Vaticano era assente. Strano questo, dal momento che le dichiarazioni iniziali di “Source A” riguardavano il possibile ruolo ricoperto dalla religione nell’imminente disclosure sulla vita extraterrestre. Perché proseguire una discussione del genere, senza l’unico stato membro dell’ONU specializzato in questioni religione? E ancora, c’è una discrepanza rispetto alla testimonianza di Lorant, laddove questi sostiene che il Vaticano fosse presente alle riunioni del 13 e 14, nella persona dell’arcivescovo Migliore. Inoltre, il recente cambio di rotta del Vaticano in materia di vita extraterrestre sembra convalidare la partecipazione della Santa Sede ad ogni successivo segreto meeting ONU, come affermato da “Source A”.
Inizialmente, “Source A” non ha rilasciato personalmente le sue dichiarazioni, usufruendo invece di intermediari. Ciò ha causato un filtro inutile, a discapito dell’accuratezza con cui vengono veicolate le informazioni, e una conseguente confusione. Malgrado i Pickering e Morningstar abbiano fatto del loro meglio per riportare quanto più fedelmente possibile la testimonianza di “Source A”, in diverse occasioni si è dovuto intervenire con delle correzioni. Questo avrebbe potuto essere facilmente evitato se “Source A” si fosse espresso con le sue parole, veicolando il tutto in modo da non compromettere la propria identità.
Nel complesso, la veridicità delle credenziali di “Source” A non rende per forza di cose attendibili le sue affermazioni. Data la difficoltà di verifica, bisogna esaminare accuratamente le coerenze interne della sua testimonianza e se essa corrisponda agli eventi globali, indici di mutamenti nella politica eventualmente emersa in discussioni ONU su UFO e vita ET. Di conseguenza, mentre la testimonianza di “Source A” risulta utile perché rivela che siano in corso ulteriori meeting alle Nazioni Unite, l’attendibilità delle sue affermazioni è discutibile. Il fatto che “Source A” non specifichi chi fosse presente e tenti di spostare l’attenzione verso un epifenomeno come i pregiudizi dei media, suggerisce che nelle sue rivelazioni siano presenti delle false piste. Ne concludo che probabilmente ci siano stati altri meeting alle Nazioni Unite su UFO ed ET, come sostiene “Source A”, ma che gli argomenti discussi e che la lista dei partecipanti possa differire considerevolmente da ciò che ha rivelato finora questo informatore.
Un ulteriore aggiornamento su “Source A” arriva da Robert Morningstar. La Fonte A sarebbe un ufficiale di collegamento del Joint Chiefs of Staff al Dipartimento di Stato. Nella sua prima comunicazione del 13 Febbraio, “Source A” aveva affermato di essere agli ordini di un ammiraglio. Ne derivererebbe che la US Navy stia guidando un’attività militare tesa a portare la questione UFO/extraterrestri all’attenzione dell’opinione pubblica, al fine di stimolare un grande movimento di consapevolezza nazional/globale. Ciò è supportato da un articolo scritto nel 2002 da Catherine Austin Fitts, ex Assistente alla Segreteria del Dipartimento Americano dell’House and Urban Development, a proposito di una inizativa autorizzata dal Sottosegretario della US Navy, attraverso l’Arlington Institute. Lo studio commissionato dalla Marina doveva stabilire le procedure per giungere alla divulgazione della verità sulla vita extraterrestre sia in visita sia attualmente presente fra noi. Da anni si presume che sia proprio l’intelligence della Marina USA a possedere maggiori cognizioni sulla questione UFO, a livello globale.

Fonte: http://www.dnamagazine.it/vaticano-onu-et.html


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