sabato 31 maggio 2008

Stati Uniti : Proibiscono spot perchè modella indossa sciarpa palestinese ( kaffiyeh )


Polemiche negli Usa. I neocon: «Quella sciarpa celebra i terroristi». E la catena di ciambelle si scusa

WASHINGTON – Dunkin' Donuts, la McDonald delle ciambelle, è stata costretta a ritirare una pubblicità perché la modella indossava una kaffiyeh, la tradizionale sciarpa palestinese. In massa, i neocon vi hanno identificato il simbolo dell'intifada contro Israele, o peggio della jihad, la guerra santa islamica contro l'America. Invano, la Dunkin's Donuts ha protestato che la sciarpa era stata disegnata da una stilista appositamente per lo spot. Questa, hanno tuonato tutti i neocon, «è propaganda per il terrorismo». Dopo due settimane, la Dunkin' Donuts si è dovuta scusare della violazione della “political correctness”. In un comunicato, ha ammesso che la pubblicità «poteva essere equivocata».

LE IMMAGINI - Nello spot televisivo, Rachel Ray, una star della cucina, appariva con in mano una tazza di tè ghiacciato di fronte a dei ciliegi in fiore. Al collo, aveva la kaffiyeh bianca e nera, una sciarpa di moda anche a Hollywood. Michelle Malkin, una vestale neocon, le si è scagliata contro: «La kaffiyeh - ha scritto - celebra i terroristi che nei video tagliano le teste degli ostaggi, è inaccettabile che venga indossata dalle icone liberal». La Ray, il cui programma "Un piatto in 30 minuti" ha un enorme seguito, ha protestato di essere apolitica ma la Malkin non si è arresa: «L'ignoranza non giustificata questa provocazione, via la kaffiyeh».

POLEMICHE - I liberal hanno reagito furiosamente. La sciarpa, ha spiegato l’antropologo Amahl Bishara, non può essere ridotta a simbolo dello estremismo islamico. È vero che la rese popolare il defunto leader palestinese Yasser Arafat, ma essa è indossata da tutti in Medio oriente, dai giovani e dai vecchi, a scuola e sul lavoro. Filmarla per pubblicità non è apologia di reato. Troppo tardi: vinta la loro battaglia, i neocon hanno ammonito che non permetteranno nessuna altra pubblicità "filo musulmana".

IL PRECEDENTE - Un incidente analogo, sempre a danno degli islamici, è avvenuto in Iraq. A un posto di blocco a Falluja, un marine ha distribuito agli iracheni una moneta o medaglia con una citazione biblica tradotta in arabico: «Tanto Dio ama il mondo che chi crede in lui non morirà ma avrà vita eterna». Gli iracheni si sono ribellati, accusandolo di offesa alla loro religione, proselitismo cristiano e abuso di potere. Falluja è una roccaforte sunnita con profondi connotati musulmani, e i marines sono stati costretti a punire severamente il soldato e a chiedere scusa. «È vietato interferire in questioni di fede» ha precisato un portavoce. Tra i militari americani, gli evangelici troppo zelanti sono numerosi. Solo dieci giorni fa, il presidente Bush dovette scusarsi con il governo iracheno dopo che un soldato usò una copia del Corano come bersaglio per il tiro a segno. Il testo sacro dei musulmani fu trovato dalla polizia crivellato di pallottole presso Bagdad. Ne scaturì una protesta ufficiale a Washington, e il soldato venne rimpatriato. Tutti casi d'intolleranza che gettano un'ombra sui rapporti tra Occidente e Medio oriente.

Fonte > Corriere.it


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