lunedì 12 maggio 2008

Mara Carfagna: Il tailleur non fa il ministro

Tratto da:
L'Orizzonte degli Eventi -Il blog di Lameduck-

Devo scrivere un post sul nuovo governo ma mi sforzerò di non fare le prevedibili e volgari battute da settimo battaglione fanteria sul Ministro delle Pari Opportunità.

Diciamo la verità, con la rosa dei ministri del neo-governo Berlusconi non abbiamo avuto poi tante sorprese.
Vi sono molte riconferme per darci un senso di continuità e familiarità. Sembra quasi un remake o meglio un sequel: "Il ritorno di Berlusconi".

Maroni rifarà il ministro degli interni con i maroni e questa volta ci toglierà dai suddetti i rumeni (oh la prego sciur Roberto, anche le moldave, che mi stanno sul cazzo!); Tremonti farà pagare banchieri e petrolieri (muahahahaha!!); Bossi, che non ha capito che non è stato nominato ministro della guerra, studia già da Rodolfo Graziani per spezzare le reni alla Libia. Tra lui e Gheddafi sembra una di quelle scenette delle barzellette ambientate nei manicomi.
C'è perfino il primo ministero for Dummies al mondo, quello della "semplificazione" e l'hanno giustamente assegnato a Calderoli. Quello che è abituato a semplificare: "c'è stata una rapina, il rapinatore è albanese, tutti gli albanesi sono ladri".
Sento ridacchiare per Bondi alla cultura. Siete degli incompetenti. Nell'era Berlusconiana il poeta Sandro Bondi, il sommo vate(r) di Fivizzano, è il massimo che potevamo permetterci. I d'annunzi sono ahimé terminati.

Oddìo, è sparito il Ministero della Sanità. Forse ricomparirà in qualche delega: "sottosegretario alle cliniche private con delega alla Malasanità pubblica". Delle due l'una: o diventeremo tutti sanissimi o prepariamoci a mettere su imprese di onoranze funebri perchè faranno soldi a palate. Consiglio anche, come ambito di imprenditoria, gli impianti di cremazione, con il boom che c'è attualmente per l'incenerimento del de cuius.

Ma come, non parli ancora delle quote rosa e delle illustri trombate? Ho detto che non avrei usato un linguaggio da caserma.
A chi si domanda per quali meriti è stato premiato il Brunetta dei ricchi, ricordo che poteva andare peggio, potevamo ritrovarci la Carlucci alla Ricerca Scientifica o Luca Barbareschi, quello di "Cannibal Holocaust", alla Cultura e Spettacolo, al posto di Bondi. Potevamo sempre avere Ferrara alla Sanità, e Sandra e Raimondo alla Famiglia.

Vuoi proprio non parlare di quote rosa? In questo governo minimalista e ridotto all'osso, tanto c'è lui che comanda, abbiamo ben quattro donne: la Prestigiacomo all'Ambiente (chissà com'è contenta la Foca Monaca), la Gelmini (spero non parente di Don Pierino) alla Squola e Università, la Meloni alle politiche giovanili e la Carfagna alle Pari Opportunità. Diciamo la verità, sono ministeri del cazzo. Però le ministre sono strafighe. Ah, ecco, appunto.

A parte la Prestigiacoma, sono tutte vergini di ministero e molto femminili anche se la Meloni, per come l'ho sentita parlare un paio di volte, mi sembra una che piscia in piedi.
Ma si sa, all'uomo destro piace la domina, la signora bene con il tailleur e la frusta d'ordinanza infilata nel reggicalze.
A proposito di autoreggenti, si nota l'assenza tra i ministri di Michela Vittoria Brambilla. A furia di dire "quella me la tromberei", è stata trombata sul serio. A meno che non vi sia per lei una gratifica speciale. Ora che si è dimesso LUI, perchè non farla Presidente del Milan?

Sto girando attorno alle poltrone ministeriali, è vero, ma come fare a parlare delle illustri chiappe ministeriali più chiacchierate del momento senza fare bassi e scadenti paragoni con la Pompadour?

Macchè Pompadour, eccola allora la nostra Tailleurand, con questo neo-look da pretonzola, così lontano dalle scosciature abissali per la quale era nota fino all'altro giorno; look neo-austero che però fa presagire chissà quale perizoma sotto la gonna, in perfetto stile sexy aziendale.
Ha l'aria di quella che ha studiato tanto per arrivare dove è arrivata, perfino il pianoforte, cazzarola, ed è laureata in legge, càspita! Avrei detto Belle Arti.
Resta il mistero dello sguardo alla "urlo di Munch" che le è spuntato da qualche tempo a questa parte. Se confrontate il prima del calendario di Max e il dopo, si rimane interdetti. Cosa le ha spalancato in quel modo gli occhi, cosa ha visto di così incredibile?

Bella è bella, non c'è che dire e il suo ruolo non sarà facile, per cui non siamo troppo duri con lei e non meniamola con il fatto che firmò a favore dell'indulto.
Dovrà lottare duro per imporre le sue idee avanzate su gay e famiglie di fatto:
La famiglia è il fondamento della nostra società e come le fondamenta di ogni casa essa non teme soltanto le frane ma anche le infiltrazioni […] non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili.
Fare il ministro sarà nulla, il problema sarà sfatare le voci maligne che la vedono politicamente una frana e un'infiltrazione nel matrimonio del suo datore di lavoro.
Dice il saggio cinese (e Novella2000): "Quando una Bella entra nelle grazie di un Potente è perchè il Potente è già entrato nelle grazie della Bella".

Fonte: http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2008/05/il-tailleur-non-fa-il-ministro.html


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