mercoledì 21 maggio 2008

La puglia attiva l'idrogeno sulle auto a metano

Tratto da:
alessandrotauro.blogspot.com

La rivoluzione industriale verde


Finalmente mi ritrovo a parlare di una buona notizia. In questo caso forse il termine "buona" è anche fin troppo riduttivo. Forse, se per una volta tanto questo paese si degna di non deluderci, stiamo collocando i primi tasselli per la nascita di una nuova rivoluzione industriale. Una rivoluzione industriale verde!
La notizia più stupefacente è che questi segnali d'innovazione non vengono da un paese come la Svezia, il Regno Unito, la Spagna o la Danimarca, sempre più abituati a ragionare con le logiche di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile. Tutt'altro. Parlo dell'Italia. Più esattamente, parlo della regione Puglia.
La notizia è venuta fuori il 10 aprile, ma, trovandoci nel pieno della campagna elettorale, è stata inevitabilmente sottaciuta. E ora cerco almeno io di fare la mia parte per illustrare una volta tanto un lato positivo e oserei dire "rivoluzionario" di questo paese.
Per farla breve, l'Italia, e la Puglia in particolare, stanno dando vita, per primi nel mondo, al progetto di un mondo ad idrogeno.

Nei prossimi giorni, proprio in Puglia, partirà la costruzione di cinque distributori di idrometano (miscela composta al 70% da metano e al 30% di idrogeno), uno per ogni provincia della Puglia. Sarà possibile per ogni autovettura di fare una scelta tra idrogeno puro, idrometano e metano.
Si consideri che in Italia circolano circa 600 mila auto a metano. Almeno quelle omologate negli ultimi due anni, potranno tranquillamente fare uso della nuova miscela ibrida senza alcuna modifica al motore, riducendo le emissioni inquinanti del 20% e garantendo una potenza persino maggiore.
In tutto il mondo esistono solo 15 distributori di idrogeno per automobili, ma per quanto riguarda l'idrogeno pulito, quello cioè ottenuto da fonti rinnovabili, la regione Puglia sta dando vita ad un debutto su scala mondiale. Analogo discorso per quanto riguarda l'idrometano, al momento non distribuito in nessuna parte del globo.
Si consideri inoltre che l'idrogeno ha anche una duplice funzione "energetica": fa da accumulatore, perché permette di immagazzinare l'energia che viene dal sole, dal vento, dalle biomasse, dall'acqua, e da vettore per il settore dei trasporti, un settore che in Italia è basato per oltre il 96 per cento sul consumo di prodotti petroliferi.

Ovviamente il progetto non è destinato soltanto ai 600 mila proprietari italiani di macchine a metano. L'intero programma si accompagna ad un progetto compagno: la costruzione di un servizio pubblico di taxi basato sul sistema idrogeno, celle a combustibile e motore elettrico. Le auto pubbliche a idrogeno aspetteranno i loro clienti negli aeroporti pugliesi e, visto che in ogni città ci sarà un distributore a idrogeno, potranno fare il pieno su tutto il territorio regionale e tornare alla base.

L'artefice di questo miracolo di innovazione ambientalista? Jeremy Rifkin, noto economista americano e "profeta" della rivoluzione industriale verde, autore in capo del progetto sulla rete di distribuzione d'idrogeno.
I finanziatori del progetto principe nel mondo? Nichi Vendola, presidente della Regione Puglia ed esponente di punta del PRC, e l'ex ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.

Le prime conseguenze di tale scelta? Sono presto dette. Il Regno Unito ha immediatamente seguito l'esempio. E così a Birmingham nasceranno, in via del tutto sperimentale, i primi distributori di idrogeno, da utilizzare al momento per soli 6 veicoli-prototipo al giorno.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino, forse sta per iniziare una bella giornata di sole.

Fonte: http://alessandrotauro.blogspot.com/2008/05/la-rivoluzione-industriale-verde.html

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